Il territorio di Villamagna presenta alcune peculiarità climatiche e geologiche.
È pressoché equidistante dal mare Adriatico e dalla Majella, la seconda montagna per altezza degli Appennini dopo il Gran Sasso.
La composizione dei terreni è inoltre molto variegata, e include zone sabbiose, argillose, e calcaree.

Non a caso, Villamagna è storicamente nota per le sue uve Montepulciano, e la viticoltura ha sempre avuto grande importanza nell’economia del paese.
Le caratteristiche distintive dei vini locali sono tali da essere oggi tutelate sotto una specifica Denominazione di Origine Controllata “Villamagna D.O.C.”

Villamagna è un piccolo paese con origini antichissime, come confermano reperti archeologici risalenti al VII-VI secolo AC.
Era considerato luogo fertile già in epoca romana, come suggerisce il nome stesso (“grande podere” in latino).
Nel 870 vi si stabiliscono i monaci benedettini che comprendono Villamagna nei possedimenti ecclesiastici e ne sviluppano ulteriormente l'agricoltura e il commercio nella zona circostante.
Nel corso dei secoli il borgo medievale passa da possedimento ecclesiastico a bene demaniale, quindi feudo signorile fino al 1806.
Il borgo antico viene gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, ma vari edifici storici resistono fino ad oggi.

Il territorio di Villamagna presenta alcune peculiarità climatiche e geologiche.
È pressoché equidistante dal mare Adriatico e dalla Majella, la seconda montagna per altezza degli Appennini dopo il Gran Sasso.
La composizione dei terreni è inoltre molto variegata, e include zone sabbiose, argillose, e calcaree.

Non a caso, Villamagna è storicamente nota per le sue uve Montepulciano, e la viticoltura ha sempre avuto grande importanza nell’economia del paese.
Le caratteristiche distintive dei vini locali sono tali da essere oggi tutelate sotto una specifica Denominazione di Origine Controllata “Villamagna D.O.C.”

Villamagna è un piccolo paese con origini antichissime, come confermano reperti archeologici risalenti al VII-VI secolo AC.
Era considerato luogo fertile già in epoca romana, come suggerisce il nome stesso (“grande podere” in latino).
Nel 870 vi si stabiliscono i monaci benedettini che comprendono Villamagna nei possedimenti ecclesiastici e ne sviluppano ulteriormente l'agricoltura e il commercio nella zona circostante.
Nel corso dei secoli il borgo medievale passa da possedimento ecclesiastico a bene demaniale, quindi feudo signorile fino al 1806.
Il borgo antico viene gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, ma vari edifici storici resistono fino ad oggi.